Tecnologia e didattica a distanza

e-learningL’emergenza COVID-19 ha portato la Scuola di ogni ordine e grado a fare i conti con la didattica a distanza. In tempi non sospetti, Roberto Maragliano già parlava di modello A contrapposto al modello B:

Naturalmente al fondo della questione ci sono due diverse opzioni pedagogiche: quella che porta al modello A si dà una rappresentazione del sapere e delle attività di insegnamento che privilegia le dimensioni della riproduzione, mentre il modello B si richiama ad una pedagogia dove il sapere è inteso come il prodotto di una costruzione; questo fa centro sulle attività del singolo e sul riferimento ad una matrice testuale tendente a fornire una rappresentazione “ferma” e “analitica” dei saperi, di “studio” per intenderci, quello tiene conto delle dinamiche di gruppo e di una matrice ipertestuale orientata a mostrare i rapporti di connessione che si vengono a stabilire tra i saperi quando sono praticati “in situazione” e dentro “dinamiche” simili a quelle della vita reale del conoscere.

Maragliano, R. (2011). Adottare l’e-learning a scuola. Garamond Editoria Digitale, Roma.

In seguito, le lettere dei modelli cambieranno da A->T (modello Trasmissivo, centrato più sulla trasmissione e la fruizione passiva) e da B->P (modello Produttivo, cioè attivo da parte di chi apprende). Successivamente ci sarà una nuova ri-modulazione dei modelli. Lascio a voi approfondire con la lettura di questo articolo: Una mappa per l’e-learning.

Infine, in prospettiva di apertura e non di chiusura, vi consiglio la lettura di un’articolo scritto da Youki Teradache che ci suggerisce una gerarchia sull’uso della tecnologia all’interno della didattica a distanza: A Powerful Model for Understanding Good Tech Integration.

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